Tangenzialina Crema – Melotta? Non in nostro nome

In merito alla realizzazione della tangenzialina di Campagnola che collegherà la sua area industriale  e l’area industriale di Crema alla Melotta, la Segreteria del Partito di Rifondazione Comunista di Crema ritiene che suddetta opera non abbia avuto gli adeguati approfondimenti tecnici, viabilistici e  ambientali, infatti sebbene risolva alcune problematiche viabilistiche prevalentemente riguardanti le aree industriali di Crema e Campagnola, pare non trovi adeguate risposte previsionali e progettuali per l’annoso problema di tutto il traffico pesante e non proveniente dalla Paullese lato Milano e che deve spostarsi verso l’asse sud – nord, oggi costretto all’attraversamento di paesi con divieti di transito ai mezzi di grandi dimensioni quali Pianengo, Campagnola e Cremosano.

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L’opera dal costo stimato di quasi 7 milioni di euro vuole essere inserita fra i progetti meritevoli di interesse da parte della regione Lombardia, tale opera per superare l’ostacolo della legge regionale 31 del 2014 contro il consumo di suolo, deve avere l’avvallo di tutti i comuni coinvolti oltre a quello della Regione, siamo dispiaciuti che le perplessità e diniego palesati dal comune di Casaletto Vaprio non abbiano ricevuto adeguata attenzione da chi invece l’opera la vuole realizzare, fornendo quegli ulteriori approfondimenti e studi che anche noi riteniamo vadano eseguiti.

Assistiamo in questi giorni alla presa di posizione decisa di amministratori di centro-sinistra che denunciano la poca lungimiranza dell’amministrazione Bruttomesso che volle a tutti i costi avvallare la realizzazione di un sottopasso proprio dove si voleva fare convergere il prolungamento della gronda nord.

A noi sembra che si stia facendo lo stesso errore cercando di calare un’opera nevralgica senza interessarsi adeguatamente degli sviluppi viabilistici alla testa e alla coda del progetto.

Come facile intuire il sottopassaggio della piscina verrebbe ulteriormente gravato di traffico e il suo contorto tracciato oltre che pericoloso non ci pare proprio adatto a veicolare ulteriori flussi anche di mezzi pesanti; le aziende agricole e case attraversati vedrebbero il loro valore e l’ambiente circostante peggiorati; verso Capralba si presenterebbero analoghe incognite sull’aumento di traffico veicolare e pure per questo problema non sono ancora state studiate possibili soluzioni.

Il protocollo d’intesa poi suggerisce e richiede alla Provincia di Cremona che verifichi, anche in termini di progettualità, la possibilità del collegamento tra la stessa tangenzialina e la BREBEMI sebbene la BREBEMI non risulti a oggi avere quantità di traffico sufficienti a motivare ulteriori collegamenti con essa e senza chiarezza sugli impatti ambientali di tali progettualità.

A noi in definitiva sembra più un’opera spinta dal volere di qualche imprenditore e qualche forza politica senza che ci sia stato un adeguato studio tecnico viabilistico più generale ed esteso oltre a un approfondimento sulle ricadute ambientali.

Per questo motivo riteniamo l’opera pericolosa per l’ambiente e non esaustiva per le problematiche del traffico e invitiamo le parti in causa a un serio ripensamento.

Segreteria partito della Rifondazione Comunista di Crema

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